il Villaggio Virtuale

comunicazione virtuale e linguaggi della Rete

a cura di Barbara Fiorentini

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E' il blog della rubrica omonima, pubblicata sul settimanale Il Nuovo Giornale.
Ma non solo.

In questa piccola piazza
del villaggio virtuale
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venerdì, luglio 03, 2009

Password senza segreti

Non si è mai al sicuro. Per bloccare l’accesso da parte di sconosciuti al nostro pc o alla casella di posta elettronica o all’account su Facebook scegliamo spesso le password più originali e strane, certi che nessuno potrà mai indovinarla. Sbagliato.
Microsoft e la Carnegie Mellon University hanno da poco pubblicato una ricerca che dimostra quanto sia semplice scovare le password di altre persone. Quindi anche le nostre.
Il documento è disponibile on line all’indirizzo
http://research.microsoft.com/pubs/79594/oakland09.pdf . Sedici pagine di analisi e proposte, che partono con il puntare il dito contro i principali provider mondiali di posta elettronica via web: Hotmail, Google con Gmail, Yahoo e Aol. Infatti il primo grosso problema deriva dai controlli in caso di smarrimento della password per accedere alla posta. La tipologia è sempre la stessa: rispondere ad una domanda scelta da una lista predisposta. Si tratta sempre dei soliti quesiti, banali e ricorrenti, che dovrebbero aiutarci a risalire alla nostra password in caso di dimenticanza: la città in cui sei nato, il nome del tuo animale domestico, la data di nascita, ecc..
Secondo gli esperti questo sistema non è sicuro, anzi, ci rende ancora di più esposti al rischio di un furto di identità da parte di chiunque. Soprattutto, poi, se siamo utenti particolarmente attivi in rete e se utilizziamo le nostre password per fare acquisti on line sulle più famose piattaforme.
I suggerimenti di Microsoft
Lo studio della Microsoft e della Carnegie Mellon University propone anche una soluzione, a dire il vero non molto convincente. Si tratta di una specie di gioco: l’utente potrebbe scegliere un gruppo di persone fidate a cui il sistema si rivolgerebbe in caso di smarrimento della password.
La creazione e la gestione delle password segrete è una questione da sempre tenuta in grande considerazione perché strettamente legata alla tutela della privacy degli utenti della Rete. La stessa Microsoft, ad esempio, ha da tempo una sezione apposita sul proprio portale web dedicata proprio all’argomento: una sorta di miniguida per l’utente (all’indirizzo
http://www.microsoft.com/italy/athome/security/yourself/default.mspx). Qui è possibile trovare alcuni approfondimenti utili su come proteggere la propria identità e le proprie informazioni affidate a Internet. E non mancano anche indicazioni su come creare password complesse.
A nulla servirebbero quindi neppure i generatori automatici di password, che promettono la creazione di codici segreti a prova di hacker. Pensiamo ad esempio a
www.goodpassword.com o a www.pctools.com/guides/password ; alcuni sono addirittura a pagamento.
Il lavoro del Garante
In tema di tutela della nostra privacy in Rete è doveroso il richiamo all’attività del Garante per la protezione dei dati personali: il sito web è all’indirizzo
www.garanteprivacy.it e riporta tutta la normativa, tutti i provvedimenti e gli aggiornamenti in materia. Perché il problema non è solo la gestione delle password, ma di tutti i nostri dati personali che possono diventare di dominio pubblico ed essere utilizzate a nostra insaputa, anche con intenti criminosi.

lunedì, giugno 29, 2009

Una scuola sempre più digitale

Internet non va mai in vacanza e anche la scuola, che si appoggia sempre più alle nuove tecnologie, continua a sfornare interessanti novità, anche nel periodo estivo.
Questa settimana iniziamo con il segnalarvi la recente presentazione del Piano d’intervento “La scuola digitale” avvenuta alla presenza del ministro Gelmini nel corso del Symposium Internazionale “Global ICT in Education Networks”.
Si parla sempre e ancora di più di diffusione della cultura digitale nella scuola italiana: il progetto è coordinato dal Miur e dall’Agenzia per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ex Indire) ed è l’ultimo di una serie di importanti provvedimenti messi in campo dal Ministero per diffondere le tecnologie digitali in classe.
Questo Piano d’intervento si articola in due fasi. La prima – già operativa - prevede l’introduzione delle “Lavagne interattive multimediali (LIM)”, mentre la seconda - denominata ‘cl@ssi 2.0’ - ha come obiettivo l’utilizzo delle ICT nelle scuole primarie e secondarie di I grado.
A partire dal prossimo anno scolastico (2009-2010) saranno installate 16.000 LIM in altrettante classi della scuola secondaria di I grado. Inoltre 50.000 insegnanti saranno coinvolti in percorsi di formazione che interesseranno oltre 350.000 studenti
Le novità per docenti e genitori vengono dal web
Ma non è tutto.
Dal prossimo anno scolastico la gestione degli incarichi (con la chiamata dei docenti senza incarico) per le supplenze sarà online: l’intento è quello di risparmiare tempo e denaro. In più le graduatorie potranno così essere aggiornate in tempo reale.
Continuerà poi anche nel nuovo anno scolastico l’impegno per migliorare il dialogo tra scuola e famiglia grazie alla Rete. I genitori verranno informati sulle assenze dei propri figli attraverso sms, le pagelle saranno consultabili online e nelle Scuole Secondarie di II grado sarà avviata la gestione automatica delle presenze-assenze.
Il sito web del Ministero della Pubblica Istruzione riporta ulteriori informazioni e approfondimenti (
www.pubblica.istruzione.it ).

“La documentazione al servizio dell’integrazione”
Così si presenta il portale ‘Innovazione e integrazione tra scuola e formazione’ (
www.csc-er.it ) della Regione Emilia Romagna. Si tratta di un interessante esempio di come le varie realtà locali possano comunicare e integrare le proprie esperienze e i propri progetti educativi e didattici.
Il sito – che riporta anche utili approfondimenti relativi alla situazione piacentina – propone particolari percorsi di ricerca inerenti le strategie, la progettazione, il monitoraggio, la valutazione e la certificazione, riordina in appositi database tutte le informazioni inviate da tutta la nostra regione. In particolare segnaliamo la banca dati delle esperienze realizzate e la banca dati progetti con tutti i progetti integrati attivati nelle scuole emiliano-romagnole.

In più offre materiali di approfondimenti, notizie, contributi e riflessioni di esperti e addetti ai lavori.

Scuola 2.0

Quest’anno la nostra rubrica si è posta come obiettivo quello di seguire da vicino il rapporto da scuola, educazione e nuove tecnologie. Abbiamo sempre avuto l’imbarazzo della scelta, tra iniziative, progetti, portali e siti web, sia italiani sia stranieri. Segno, questo, che le tecnologie sono sempre più uno strumento prezioso per studenti e insegnanti e tutti coloro impegnati nella formazione.
Sono numerosi i progetti che si consolidano e si ampliano, come ad esempio InnovaScuola, il portale che il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie che ha realizzato come evoluzione del sito Digiscuola. Da alcuni giorni si è arricchito di nuovi contenuti interattivi per le scuole di ogni ordine e grado. Con una nuova veste grafica, si rivolge a tutti i docenti che vogliono scoprire e utilizzare i supporti multimediali per l'insegnamento. Il cuore della nuova piattaforma è la Libreria Digitale Aperta(http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/innovascuola/LDA ), che ospita centinaia di contenuti didattici consultabili e scaricabili gratuitamente, insieme ad altre risorse a pagamento messe a disposizione dagli editori abilitati.
Presto InnovaScuola metterà a disposizione degli strumenti didattici multimediali, per chi desidera conoscere o migliorare l’uso delle nuove tecnologie applicate alla didattica, come le Lavagne Interattive Multimediali e gli eBook.

Educare ai media
In questo quadro si rende sempre più necessaria una corretta educazione all’utilizzo dei media, specie quelli legati alle nuove tecnologie. A portare l’attenzione su questo tema ci penserà la quarta edizione di Medi@tando, biennale nazionale per l'educazione ai media in Italia. Il convegno si terrà dal 19 al 21 ottobre 2009 e vorremmo prepararlo con i tanti militanti della media education nel nostro Paese. L’organizzazione è a cura di Zaffiria – Centro permanente per l’educazione ai mass media, che sul suo sito web (
www.zaffiria.it ) mette a disposizione anche buona parte dei testi delle relazioni presentate nelle edizioni passate di Medit@ndo.

Cinema, comunicazione, internet
E’ stato avviato anche un altro progetto, che mira a creare una piattaforma aperta e partecipata sul cinema e la comunicazione audiovisiva. Si tratta di COME - COnoscenza Multimediale Elettronica (www.comecinema.it ). “Il progetto è promosso e coordinato dall’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna (IBC E-R) – spiega il project manager Vincenzo Bazzocchi - per creare una piattaforma aperta e partecipata sul cinema e la comunicazione audiovisiva. L'accesso al portale permette di ottenere informazioni, chiarimenti e indicazioni sul cinema e la sua cultura, fare ricerche sul materiale audiovisivo presente nei cataloghi on line dell'Emilia-Romagna, consultare un repertorio organizzato di link sul cinema, e fruire di spazi digitali per immagazzinare e divulgare filmati, video e documentari prodotti dagli stessi utenti”.

giovedì, maggio 21, 2009

Noi, popolo di immigranti digitali

Altro che diavolerie! I moderni strumenti messi a disposizione da internet per comunicare sono ritenuti dalla Chiesa validi strumenti di evangelizzazione. Su questo non ci sono dubbi. Lo stesso Papa Benedetto XVI – nel Messaggio per la prossima Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali – si schiera dalla parte della ‘generazione digitale’ e sottolinea come le nuove tecnologie abbiano una ‘indubbia capacità di favorire il contatto tra le persone’.
Dialogo, amicizia, comunicazione, condivisione: sono termini ricorrenti nel messaggio del Papa ma le parole – chiave che caratterizzano gli strumenti del cosiddetto web 2.0. E quando si parla di web 2.0 si pensa subito ai social network, tipo Facebook, per intenderci.
Così il pontefice benedice questi mezzi perché hanno tutte le potenzialità per unire le persone, per favore la comunicazione, l’integrazione e l’evangelizzazione.
Il Vaticano e il web 2.0
E il Vaticano ci crede veramente. Pensiamo al canale aperto su YouTube (www.youtube.com/vaticanit) oppure agli incontri in Facebook del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe (dopo appena una settimana contava già oltre 5 mila ‘amici’), o alle seguitissime catechesi del cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi sempre su YouTube.
Per non parlare poi dei gruppi di religiosi e religiose, dei sacerdoti, dei seminaristi, dei giovani cattolici che hanno scelto Facebook & Co. per comunicare e condividere idee, messaggi, proposte. Parlare di tutto, anche e soprattutto di fede.
Il messaggio del Papa è sicuramente pro-positivo. E non può essere altrimenti. Ma affronta anche il tema del libero accesso alle tecnologie da parte dei soggetti poveri e svantaggiati. Ed evidenzia il rischio della contrapposizione tra reale e virtuale. “Sarebbe triste – scrive Benedetto XVI - se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on-line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano”.
Questo è un problema nato insieme ad Internet. Niente di nuovo. E’ la cosiddetta ‘net-dipendenza’, che riguarda però casi limite, non la maggior parte degli utenti della Rete. La Chiesa e i cattolici lo sanno bene. Peccato che gli avvertimenti – doverosi – nei confronti dei rischi legati all’utilizzo estremo delle tecnologie vengano spesso strumentalizzati da chi vorrebbe una Chiesa conservatrice, contraria al nuovo, oppositrice di una società moderna.
Siamo ‘immigranti digitali’
Quando lo scorso gennaio la CEI ha organizzato un convegno a Roma sulla comunicazione in rete, molti laicisti hanno sparato a zero: la Chiesa è contro al web 2.0. Ai tempi la stampa aveva frainteso anche le parole di don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale Comunicazioni Sociali. Il quale aveva sottolineato le potenzialità (positive) degli strumenti 2.0, avvertendo però sulla necessità di non contrapporre la dimensione virtuale con quella reale. Aveva aggiunto un elemento originale alla discussione: la definizione di ‘immigranti digitali’ valida per chi non è nato in questa era (come i nostri bambini) ma per noi che ci siamo ritrovati, negli anni, a dover convivere con i media digitali. E affermava che "proprio la condizione di immigranti digitali aiuterà a valutare meglio questa nuova condizione", confermando che "essere davvero contemporanei richiede una sorta di distanza dall'oggetto, senza lasciarci appiattire su di esso".

Ma i libri elettronici entreranno davvero nelle scuole?

Si torna a parlare di libri elettronici e del loro utilizzo nelle scuole e nelle università, anche in Italia.
E’ di questi ultimi giorni la presentazione da parte di Amazon del nuovo Kindle, l'eBook reader di Amazon pensato per giornali e libri di testo.
Si chiama Kindle DX, grande quanto basta ed economico: chi vuole leggere un libro o un giornale, semplicemente lo compra in formato digitale, o la singola copia o l'abbonamento mensile. In questo modo si eliminano la carta e i costi di distribuzione, con una visualizzazione a video migliore. E si è scatenato un gran fermento, sia prima sia dopo il lancio ufficiale: più grande (9,7 anziché 6 pollici), più costoso (quasi 500 dollari anziché 350), più flessibile (legge anche Pdf e fa più grafica). Il nuovo Kindle sembra andare a braccetto con una nuova strategia che si sta velocemente delineando: grandi giornali, editori di libri per la scuola, produttori di manuali sono molto interessati a come questo o lettori simili possono cambiare faccia al settore.

La scuola italiana adotta il libro di testo digitale
A casa nostra dall'anno scolastico 2011-2012 i collegi dei docenti dovranno adottare solo e-book mettendo nel cassetto i tradizionali libri di testo. O – se proprio vogliono - potranno ricorrere alla versione mista, carta più digitale. Lo ha stabilito un decreto ministeriale emanato lo scorso aprile dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: si tratterebbe di un atto dovuto in linea con «l'evoluzione delle tecnologie e la necessità di rimanere al passo con i tempi». In questo decreto si legge anche che «i “nativi digitali” hanno un rapporto con la realtà e un approccio alla conoscenza diverso dai loro predecessori».
Secondo le direttive del ministero il processo di sostituzione sarà graduale: partirà dal prossimo settembre per concludersi entro l'anno scolastico 2011-2012. Per quanto riguarda le scuole materne ed elementari la transizione sarà differita e i libri di testo già adottati continueranno ad essere utilizzati per i prossimi cinque anni.
E’ in questo quadro che si inserisce il progetto del libro di testo digitale realizzato interamente dagli insegnanti, dagli studenti e dai loro genitori, dai semplici cittadini. Un libro di testo accessibile gratuitamente da parte di chiunque vi abbia interesse. L’Italia si pone così all’avanguardia rispetto al resto del mondo.
Il libro di testo digitale in questione si chiama 'DIDASknol', ed è ospitato nel sito
www.didasknol.it. Si tratta del primo risultato visibile prodotto dalla DidasForce, la Task Force for Innovation in Education creata e supportata da DIDASCA - The First Italian Cyber Schools for Lifelong Learning.
L'obiettivo degli oltre trecento insegnanti che partecipano all'iniziativa è quello di realizzare il "Piano d'Azione 4 'C': Collaborare per Creare e Condividere la Conoscenza". Con la tecnologia di Google Knol infatti tutti possono contribuire al progetto, arricchendo il contenuto di DidasKnol.
E' possibile scrivere nuove unità didattiche, esprimere valutazioni, fare commenti, suggerire agli autori miglioramenti o ampliamenti.

lunedì, maggio 11, 2009

Blog

Non è più tanto di moda parlarne, ma il blog resta un mezzo di comunicazione straordinario, molto diffuso e sempre più praticato. Fino a poco tempo fa si leggeva (e si scriveva, anche in questa rubrica) delle caratteristiche di questa nuova (ora non più) forma di comunicazione, delle sue potenzialità nel creare nuove relazioni tra le persone, delle motivazioni di fondo che lo avevano reso così irresistibile per giovani e meno giovani.
Oggi il blog è una realtà consolidata. Ogni giorno nascono nuovi ‘diari on line’, creati da singoli, da gruppi di amici, da aziende, da professionisti, in tutto il mondo. Bloggare (neologismo ormai di uso comune tra gli internauti) è ‘il massimo dell’individualità e il massimo della socialità’, come scrive bene Luisa Carrada, che di scrittura e di lettura on line se ne intende (il suo blog è http://mestierediscrivere.splinder.com).
I primi blog erano veri e propri diari personali, dove post dopo post, le persone affidavano alla rete i pensieri più intimi: insomma da un diario con il lucchetto si era passati ad un diario aperto. Un notevole cambiamento, che la dice lunga su come cambiano, nel tempo e grazie alle tecnologie, i costumi delle persone.
Poi sono arrivati professionisti della comunicazione e non solo che hanno iniziato a condividere on line progetti, idee, riflessioni. E poi le aziende, le scuole, le università: il blog è diventato un luogo virtuale per socializzare.
Il blog non viene mai scritto per noi stessi: perché l’importante è essere letti. Infatti ogni post non può non esistere senza i commenti, cioè senza lo spazio dedicato a chi legge e chi vuole lasciare un segno del suo passaggio. A volte nascono vere e proprie conversazioni, tra persone che magari neppure si conoscono ma che sicuramente condividono idee, pensieri, esperienze.
Ci sono i blog lanciati dai giornali quotidiani per intrattenere un rapporto più stretto con i lettori; blog creati da aziende piccole e grandi per avvicinare i clienti e sentire la loro voce; blog avviati e mantenuti da gruppi di studenti, compagni di classe, categorie professionali, militanti politici, amanti di discipline sportive o di espressioni artistiche.
Non mancano però le polemiche e i problemi. In particolare in Italia è sorto il dubbio se il mondo dei blog debba rimanere senza vincoli legislativi.
E’ sufficiente una autoregolamentazione? Oppure devono essere applicate le norme sulla stampa?
Tra gli sviluppi recenti possiamo ricordare il disegno di legge presentato nell'ottobre del 2007 dal governo italiano sulla riforma dell'editoria: lì veniva stabilito per i blog l'obbligo della registrazione. Il mondo del web è insorto con durezza (e quando si muovono in massa gli internauti – vedi ad esempio il recente caso della condanna nei confronti di The Pirate Bay per violazione del diritto d’autore – l’impatto è sempre forte e incisivo): il sottosegretario Levi ha dovuto fare marcia indietro e dichiarare che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. Ma la questione resta aperta.
venerdì, aprile 17, 2009

La Cultura in Rete

Anche l’Italia – finalmente – si affida ad Internet per diffondere nel mondo il valore del proprio patrimonio culturale. E lo fa attraverso un portale inaugurato da poco, ‘CulturaItalia’ (www.culturaitalia.it), risultato di oltre quattro anni di lavoro ma ancora in divenire.
‘CulturaItalia' propone un accesso guidato al mondo della cultura italiana. Grazie a soluzioni informatiche innovative, raccoglie ed organizza milioni di informazioni sulle risorse che compongono il ricco universo culturale del paese, mettendole a disposizione degli utenti della Rete’. Così leggiamo nella pagina di presentazione del progetto. Il portale è quindi un unico luogo di aggregazione di dati e informazioni fornite direttamente dai soggetti che posseggono e gestiscono le risorse culturali. Inoltre consente all’utente di accedere a questi dati in modo organizzato e rispondente alle proprie esigenze.
Studenti, turisti e ricercatori avranno un proprio motore di ricerca tematico che darò ampia visibilità a tutto il materiale (digitalizzato e non) di biblioteche, musei, archivi e istituti di ricerca: testi, foto e documenti storici saranno visibili senza filtri. E questa è un’importante novità che porta il nostro Paese in linea con tante altre nazioni che si sono aperte sul web.
Quindi ‘CulturaItalia’ si rivolge ad un pubblico specializzato ma anche all’utente di cultura media. Lo studioso può trovare risorse importanti per il proprio lavoro; il cittadino o il turista trova occasioni per scoprire e approfondire la propria conoscenza sulle risorse culturali del territorio dove vive o in cui viaggia.
Questo portale è destinato a crescere nel tempo, attraverso il contributo di musei e centri espositivi che si accingono a dare il proprio sostegno all’iniziativa. Il progetto è promosso e gestito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la consulenza scientifica della Scuola Normale di Pisa. I soggetti che intendono aderire a ‘CulturaItalia’ possono farlo anche attraverso il portale, accedendo con un clic alla sezione ‘Aderisci al portale’.
Tra le novità di questo portale, è stato anche anticipato che ‘CulturaItalia’ sarà il punto di riferimenti italiano di ‘Europeana’ (
www.europeana.eu/portal/), la biblioteca digitale europea.
Già ‘Europeana’ rappresenta uno strumento di condivisione e di promozione del patrimonio culturale nazionale in ambito europeo. Il suo progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, è ancora nella fase iniziale e il portale disponibile on line è in versione beta. Ma sono numerose le istituzioni in tutta Europa che hanno garantito sostegno all’iniziativa, riversando documenti digitali relativi alle proprie risorse. Musei, gallerie d’arte, archivi, biblioteche di tutta Europa stanno fornendo materiale sotto forma di testo, immagini, file audio e video per dare vita ad un grande catalogo collettivo europeo.

venerdì, aprile 10, 2009

Anche la radio diocesana approda in internet: nei giorni scorsi Radio Città Nuova ha inaugurato il suo nuovo blog, consultabile all’indirizzo http://radiocittanuova.splinder.com.
Già in passato l’emittente aveva fatto ricorso alla Rete per avere una piccola vetrina informativa: il vecchio sito web, avviato nel 2003, ora non è più attivo. Al suo posto ora RCN lancia un moderno strumento di comunicazione, semplice ma diretto.
Ha un grafica semplice ed essenziale, le informazioni sono facilmente reperibili in un clic: il blog riporta il palinsesto con i principali programmi proposti di giorno in giorno e tutte le informazioni per mettersi in contatto con la redazione.
I post che giorno per giorno la redazione pubblicherà saranno dedicati agli aggiornamenti sulla programmazione quotidiana e alle principali notizie che riguardano la vita della Chiesa piacentina.
Con questo blog la radio si mette letteralmente ‘in rete’ anche con gli altri mass media diocesani che utilizzano internet: non a caso il blog riporta tutti gli indirizzi web degli altri mezzi di informazione e delle strutture diocesane che lavorano nel settore della comunicazione.
Un motore di ricerca interno permette ai visitatori di ricercare all’interno del blog le informazioni desiderate inserendo semplici parole chiave.
Il sito verrà arricchito e migliorato nel tempo: tra i progetti futuri Radio Città Nuova sta pensando di proporre anche on line – proprio attraverso il blog – alcuni dei suoi programmi più seguiti.

Tutti i media diocesani in Rete
La comunicazione ormai passa anche per internet e lo sta comprendendo bene anche la nostra Chiesa locale, sempre più presente sul web con le sue parrocchie, i gruppi giovanili, le associazioni laicali. E naturalmente anche i mass media stanno approfittando delle opportunità offerte dalla Rete. A questo proposito ricordiamo gli indirizzi dei siti del settimanale Il Nuovo Giornale (
www.ilnuovogiornale.it), de La Trebbia (il sito non è aggiornato ma è alla URL www.bobium.it/ARTIGRAFICHE%20BOBIENSI/La%20Trebbia.html), della casa editrice Berti (www.bertilibri.it) e della trasmissione televisiva Le strade della vita, che attraverso il sito diocesano www.diocesipiacenzabobbio.org viene riproposta anche on line.
Il nostro settimanale Il Nuovo Giornale è entrato nel web dallo scorso autunno con un bel sito che propone – tra l’altro - una selezione delle rubriche e dei principali articoli pubblicati su carta. Invece il portale della Diocesi, presente da quasi dieci anni in internet, si è presentato ultimamente ai naviganti con una nuova veste grafica e con contenuti ancora più ricchi e puntuali. Tutta l’attenzione è rivolta verso la vita della nostra Chiesa locale della quale vengono riportati documenti, notizie, approfondimenti, immagini e filmati video.

Nei giorni scorsi l’Istat ha diffuso i dati 2008 relativi il rapporto tra i cittadini italiani e le nuove tecnologie. Si tratta di informazioni interessanti che aiutano a capire in che direzione si muovono le preferenze ma soprattutto gli stili di vita di noi tutti. Il documento è scaricabile integralmente e gratuitamente dal sito dell’ente all’indirizzo www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090227_00/
testointegrale20090227.pdf
.
I mass media ovviamente non hanno mancato di riportare la notizia (e quindi neppure noi ci tiriamo indietro) anche perché alcuni dati sono interessanti e davvero utili per capire se e come gli italiani ricorrono ai mezzi tecnologici.
Sondaggio on line
Il Corriere della sera on line non si è limitato a riportare i dati Istat. Ha anche lanciato un sondaggio tra i lettori del web attraverso il blog ‘Vita digitale’ (
http://vitadigitale.corriere.it/) di Federico Cella: di quale strumento tecnologico potreste fare a meno? Tre sono le possibili risposte: televisione, cellulare, computer. Nel momento in cui scriviamo è in testa la TV con più del 60 per cento delle preferenze, seguita da cellulare e computer.
E i lettori del Corriere on line commentano anche i dati Istat e la provocazione del quotidiano. Ad esempio awdcami (questo è il nickname) si chiede ‘perchè buttare? Basterebbe fare buon uso di ogni cosa e non abusarne’. E stefanog1950 aggiunge: ‘Il progresso e la tecnologia non si devono fermare. Purtroppo lo scienziato matto e l'utente irresponsabile o delinquente fanno parte della cornice del mondo’. Alcuni spiegano perché eliminerebbero la tv. Orarossa scrive: ‘in casa, in verità, il televisore si è eliminato da solo’, criticando i contenuti più che il contenitore, così come BlueHeaven: ‘Anch'io ho votato TV, ma in questo caso credo che la gente intendesse più TELEVISIONE che TELEVISORE. Se si parla di apparecchio dubito che molti se ne disferebbero. Ma se parliamo dei contenuti, Dio ce ne liberi...’.
Insomma, le voci degli utenti degli strumenti tecnologici sono tante e diverse tra di loro. Forse in realtà non farebbero mai la scelta consapevole di eliminare o la tv o il cellulare o il computer, nemmeno se fossero costretti. Perché se la loro voce arriva chiara sul web significa che: hanno accesso ad un (o più) computer e ad internet (quasi certamente con connessione ADSL); conoscono e giudicano la tv (tutta, via cavo, via satellite e digitale terrestre); in tasca hanno almeno un cellulare (magari è pure un Blackberry). Insomma, appartengono ad una minoranza italiana tecnologica.
Italiani, popolo poco tecnologico
I dati Istat scattano una fotografia del nostro Paese e indicano una tendenza: più antenne paraboliche, linee ADSL e lettori DVD; le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche; si riducono le differenze sociali nel possesso di beni tecnologici; il Sud Italia risulta essere sempre e comunque più svantaggiato; la maggior parte delle famiglie che non hanno Internet a casa attribuiscono la colpa alla loro incapacità di utilizzarlo. E poi l’Istat ribadisce un dato ormai noto da anni ma sempre costante: nelle differenze internazionali nell’accesso ad Internet mediante banda larga: l’Italia è indietro in Europa e va a braccetto (si fa per dire) con la Grecia, la Bulgaria e la Romania.

lunedì, aprile 06, 2009

Nuovo blog

Radio Città Nuova (FM 88.5) ha inaugurato il suo nuovo blog: http://radiocittanuova.splinder.com .

martedì, marzo 31, 2009

Libri alla radio

Oggi pomeriggio tutti sintonizzati su Radio Città Nuova (FM 88.5) per l'appuntamento del martedì con 'A scaffale aperto. Il piacere della lettura' (ore 15.05). Anticipazioni sui periodici cattolici in edicola e in libreria, recensioni, novità dal mondo dell'editoria, curiosità per gli amanti della lettura. In replica mercoledì mattina alle 10.05.

venerdì, marzo 27, 2009

Lavagne senza gessetto

Anche questa settimana torniamo a trattare il rapporto tra scuola, educazione e nuove tecnologie. Le notizie su questo tema sono sempre tante e interessanti. Due in particolare hanno attirato la nostra attenzione.

La lavagna che non ha bisogno del gessetto
La lavagna interattiva multimediale (LIM) è ormai una realtà, forse per pochi, ma gli studenti che la stanno sperimentando ne sono entusiasti. Lo assicurano i ricercatori del CREMIT (
http://cremit.unicatt.it), il Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica di Milano. Gli studiosi stanno cercando di comprendere quali sono le funzioni della LIM più utilizzate nelle diverse discipline, per capire come docenti ed alunni stanno sperimentando le innovazioni tecnologiche a disposizione nella scuola.
Scrivere, disegnare, evidenziare: queste sono le funzioni della LIM più utilizzate. A queste si aggiungono anche le presentazioni di animazioni e simulazioni e l’uso di learning object o software applicativi. E’ bassa invece la frequenza di funzioni legate al web, come la navigazione in rete e del tutto assenti infine le funzioni connesse alle potenzialità comunicative della LIM, come la videoconferenza che consente di attivare su di una medesima lezione aule remote (ospedale, PC casalingo, aula gemellata). I docenti sembrano ancorare la LIM al contesto classe senza spingersi oltre i confini dell’aula fisica.
Dati e commenti sono on line all’indirizzo
http://www.scuola-digitale.it/lavagna/content/index.php?action=read_pag1&id_cnt=6526. Tutte le attività di monitoraggio sono ampliamente illustrate nel documento del professor Pier Cesare Rivoltella, sul web alla URL www.indire.it/db/docsrv//PDF/report_rivoltella/report_DG_luglio08_Def.pdf.

Una piazza virtuale
per gli studenti di tutto il mondo
E’ arrivato Arriva Abctribe.com (
http://it-it.abctribe.com/), il nuovo portale mondiale degli studenti e della formazione. Abctribe.com. Nato da un progetto italiano, evoluzione del portale Studiando.it., è una grande piazza al centro del mondo dove si incontrano gli studenti di tutte le nazioni per aiutarsi reciprocamente, scambiandosi materiali, consigli, informazioni, contenuti attinenti lo studio, avvalendosi dell’espansione del portale ad ogni lingua e nazione del mondo.
Si tratta quindi di una piattaforma su cui gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi, di arricchire il proprio bagaglio culturale e di crescere non solo dal punto di vista scolastico, ma anche da quello personale
Questo portale, consultabile in versione beta, è disponibile in diverse lingue: italiano, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, francese e cinese. In futuro si aggiungeranno anche altre lingue tra cui il russo ed il polacco.
Abctribe.com dispone anche di un motore di ricerca interno che consente di ricercare nel contenuto testuale, completo di migliaia di appunti e tesine universitarie e delle scuole superiori: decine di migliaia di contenuti, sotto forma di guide-articoli di alta qualità, sono fruibili in multilingua.

lunedì, marzo 23, 2009

eBook contro la crisi economica? ...

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, il ricorso alle nuove tecnologie può rappresentare un investimento economicamente vantaggioso. La pensano così alla casa editrice Garamond (www.garamond.it), che nei giorni scorsi ha organizzato un convegno dedicato agli e-books a scuola.
Per le famiglie si parlerebbe di un risparmio netto pari a circa 150 euro l’anno sulla spesa per i libri scolastici: infatti con l’adozione dei libri elettronici come libri di testo al posto dei vecchi volumi a stampa - molto più economici (9,90 euro per libro) dei testi cartacei che costano in media 20/25 euro ciascuno – si aprirebbero anche nuove strade per una vera innovazione didattica.
Naturalmente la Garamond ‘tira l’acqua al suo mulino’: infatti non è sicuramente un caso che la casa editrice sia da anni impegnata nella produzione e nella promozione del libro digitale. Prendendo spunto da una recente circolare ministeriale (la n. 16 dello scorso 10 febbraio) dedicata ai criteri per l’adozione dei libri di testo, la casa editrice sostiene da anni che la scuola italiana può coinvolgere e stimolare maggiormente gli studenti anche attraverso un’innovazione degli strumenti didattici, con un conseguente miglioramento del rendimento scolastico e della qualità dell’insegnamento.
E così continua il dibattito in Italia sulla validità dell’utilizzo del testo digitale al posto di quello cartaceo. Ma l’e-book nel nostro Paese fatica a decollare, così come in altri Paesi, come la Francia e la Spagna. Nel Nord Europa e in Oltreoceano, invece, il libro elettronico – accanto alle riviste on line – è una realtà consolidata e ritenuta valido supporto all’attività di studio e di ricerca (accanto alla carta, che non viene comunque mai eliminata del tutto).
In attesa che il digitale trovi una sua giusta collocazione nella scuola ma soprattutto in generale nella nostra cultura, ben vengano momenti di confronto e di discussione come quello organizzato dalla Garamond. Anche se è facile prevedere che gli studenti italiani continueranno ancora a lungo a studiare su libri di testo stampati su carta – nonostante iPod, cellulari di nuova generazione, videogiochi e altri ‘marchingegni’ tecnologici che non mancano mai nelle tasche dei nostri ragazzi.

No alle droghe
Le scuole si schierano contro l’uso delle droghe anche attraverso un nuovo strumento: “DrugFree.Edu" (
http://edu.dronet.org/index.html) è un nuovo portale informativo sulle droghe, ideato dal Dipartimento delle politiche antidroga. Il portale, che si rivolge a scuole, famiglie e studenti, è stato presentato a Palazzo Chigi dal ministro Mariastella Gelmini e dai sottosegretari Carlo Giovanardi e Paolo Bonaiuti.
Il sito offre documentari, video, interviste e manuali pratici che vengono in aiuto dei genitori così come degli insegnanti. Il progetto si propone come community privilegiata in particolare per i docenti che vogliono attuare percorsi preventivi nelle scuole.

venerdì, marzo 13, 2009

Nuove narrazioni

Più volte la nostra rubrica si è occupata dell’educazione all’utilizzo consapevole dei mezzi di comunicazione, la cosiddetta media education. Questa settimana torniamo sull’argomento per presentare una novità.
E’ nato infatti un nuovo portale, Meditativo.com (
www.mediattivo.com) naturale prosecuzione dell'iniziativa editoriale che ha dato vita al IlMediario.it (www.ilmediario.it).
“Al nostro portale – spiegano i curatori de IlMediario.it - mancava una sezione multimediale e interattiva in grado di dare impulso a una community aperta fatta di esperti, ragazzi, insegnanti, educatori e genitori, per un utilizzo educativo e creativo del web. IlMediario.it con Mediattivo.com vuole utilizzare il carattere relazionale ed espressivo del web.20 proponendosi come strumento attivo per connettere le diverse esperienze di educazione ai e con i media”.
Il primo importante obiettivo che si propone il nuovo portale consiste nel fornire ispirazione e guida per le attività formative mettendo a disposizione strumenti didattici audiovisivi già utilizzati o progettati per laboratori, percorsi interdisciplinari o propedeutici di educazione ai media. Insomma l’esperienza di tutti messa a disposizione per l’aggiornamento e la messa a punto della delicata funzione di un media educator.
Progetti, video, immagini, strumenti, community: a Meditativo.com sembra non mancare niente. E’ stato predisposto anche uno spazio interamente dedicato ai giovanissimi che utilizzano le nuove tecnologie: ‘Mediattivo Junior’.
Come abbiamo già detto, Mediattivo.com affianca e integra l'esperienza del portale italiano sull'educazione ai media, IlMediario.it, finalizzato all'informazione e al dibattito sulla media education. Sarà sempre più destinato a offrire una finestra interattiva e un luogo di comunicazione alla community dei media educator, per la condivisione di contenuti, lo scambio di esperienze e buone prassi, e la diffusione di materiali didattici e ricerche sul tema.

Nuovi media e nuove narrazioni
Le nuove tecnologie comportano nuove forme di comunicazione. E in questo ambito il futuro è già presente: le cosiddette ‘nuove narrazioni’ si incrociano tra di loro, trasformando generi e linguaggi che sembravano ben delineati. “Passano da un mezzo di comunicazione all’altro e contaminano il cinema con i videogamnes, la pubblicità con il mobile, la letteratura con la tv e i social network, i fumetti con il web e le performance spettacolari”. Così spiega Max Giovagnoli nel suo ultimo libro ‘Cross-media. Le nuove narrazioni”, edito da Apogeo e da poco uscito nelle librerie.
Questo testo spiega come sta cambiando (ed è già cambiato) il modo di raccontare, di scrivere, di comunicare. Sono i new media ad avere rivoluzionati generi, linguaggi e tecniche espressive. La tendenza attuale dei comunicatori è quella di sperimentare modi sempre più interattivi per narrare, nell’intrattenimento come nella pubblicità, nella comunicazione d’impresa come nell’edutainment, nell’informazione e nella scrittura creativa.

Ancora su Facebook

A metà febbraio erano oltre 175 milioni gli utenti di Facebook. Una vera e propria esplosione di consensi per il social network più popolare nel mondo degli internettiani: infatti sembra essere sempre più facile trovare i nostri amici, colleghi o parenti collegati on line.
Negli ultimi tempi i mass media hanno contribuito notevolmente al successo di Facebook (e anche il nostro settimanale ne ha scritto diverse volte) e piattaforme similari: se ne parla tanto e in tanti ne restano affascinati. Una recente indagine dell’Eurispes riporta che nel nostro Paese almeno un italiano su dieci ha attivato il proprio profilo su Facebook (ma non si sa se poi lo tenga costantemente aggiornato): sono per lo più giovani (al di sotto dei 34 anni) che cercano soprattutto di rintracciare – grazie ad internet – vecchi amici o conoscenti.
Resta costante il timore per la violazione della propria privacy: fino a non poche settimane fa i dati personali degli utenti potevano essere utilizzati liberamente dalla società che gestisce la piattaforma. Poi – a seguito della sollevazione degli utenti stessi e delle pressioni incalzanti da parte dell’opinione pubblica – la stessa società ha fatto marcia indietro. La privacy degli iscritti a Facebook è salva: ma sarà vero? E fino a quando?
Intanto si fanno strada altre questioni legate ai social network: ad esempio una neurologa inglese, Susan Greenfield, ha recentemente dichiarato che Facebook e compagni sarebbero in grado di far regredire i cervelli degli adolescenti e dei giovani che lo utilizzano. Gli adulti sarebbero meno esposti al rischio, perché hanno una maggiore esperienza al di fuori dei social network. La studiosa parla addirittura di regressione allo stadio infantile: "come i bambini sono attratti da luci e rumori, hanno una bassa soglia dell'attenzione e vivono solo il presente".
Inoltre passare tutto il tempo collegati on line porterebbe ad una condizione di disagio nel mondo reale. Ma non solo.
Si parla anche di Facebook-dipendenza, per i più giovani ma non solo. Il rischio – a dire il vero – è stato evidenziato da diverso tempo a riguardo dell’utilizzo di internet in generale: in alcuni soggetti ritenuti psicologicamente ‘fragili’ e nei più giovani, che spesso restano più facilmente affascinati dalle meraviglie delle nuove tecnologie, comunicare via web può diventare quasi un’ossessione. Che rende più facili (e quindi preferibili) i rapporti interpersonali coltivati on line piuttosto che nella vita reale.
Ma il grande successo di Facebook potrebbe presto subire una brusca frenata: infatti corre notizia che la società proprietaria del social network, nonostante dichiari di essere in buone condizioni finanziarie, non riesca più a mantenere i server che permettono al sito di esistere. Tutto sta diventando sempre più oneroso dal punto di vista economico.
Verità o bugia diffusa ad opera dei concorrenti invidiosi o dai detrattori del web? Attualmente è certo che se Facebook, con i suoi 175 milioni di ‘abitanti’, fosse una nazione, allora sarebbe la sesta più popolata al mondo. Sicuramente è un dato che deve farci riflettere, senza allarmismi, ma con occhi sempre attenti alle nuove sfide che il web ci offre ogni giorno.